Cover
e pezzi originali nella serata al Fuori Orario
Blues e rock esplodono con La Rosa-Romano
Il concerto di Jonny La Rosa e Donnie Romano ha riscosso successo al Fuori
Orario.
Si scalda
presto l'atmosfera del Fuori Orario. Soprattutto se sul palcoscenico ci
sono due come Johnny La Rosa e Donnie Romano. Il blues e il rock blues
esplodono nel ritmo e nella sinergia di due band che vanno oltre le aspettative.
Sarà la passione a condurli sulla giusta strada, ma sta di fatto
che l'affiatamento della sezione ritmica con i fiati è davvero
entusiasmante.
Il pubblico lo sente e progressivamente si coinvolge in quello che in
un primo momento potrebbe sembrare un remake, mentre la squadra di bluesmen
sa bene rinnovare il repertorio, anche con brani originali, scritti da
Donnie Romano, insieme a Aldo Pettini al basso e Mario Ginesi alla batteria:
"Con Johnny suonavamo insieme - racconta Donnie - poi ognuno ha preso
la sua strada.
Con i nostri pezzi siamo arrivati a Pistoia Blues: un successo. Sono brani
filtrati dal nostro repertorio che si avvicina al rock blues. Il disco
è ora imminente, praticamente in uscita per il mese di maggio,
con il titolo Half Moon. Si tratta di 11 composizioni che sono state elaborate
nel corso degli anni, parallelamente alla crescita individuale e musicale.
E ora sono soddisfatto: la mia musica è il mio specchio e il mio
modo di suonare la chitarra".
Fra le tante cover, i pezzi originali: "Red river", "I
wanna be black" e "Do the do". Un mosaico ben congeniato,
anche dalla band di Johnny, sicuramente il vero "animale da palcoscenico"
che sa trasmettere al pubblico la forza del blues senza essere "nero",
grazie anche all'energico Oscar Abelli alla batteria, Martin lotti al
basso, il bravo Chicco Montesano al sax e Corrado Terzi al sax: "Dopo
il primo disco - spiega Johnny -, dal titolo "Call me Johnny",
di un anno e mezzo fa stiamo lavorando a un secondo progetto con altri
brani in programma.
Brani che naturalmente vengono sempre rielaborati quando suoniamo dal
vivo e che sconfinano nel rock. Speriamo di registrarli al più
presto. Anche nelle cover comunque tutto è lasciato alla nostra
interpretazione: un pezzo non si può mai fare allo stesso modo
perché tutto è determinato dal momento e dal modo di essere
della band. L'improvvisazione nei nostri concerti ha un preciso ruolo:
sul palco ci divertiamo e mettiamo a frutto le nostre capacità
e l'approccio è sempre abbastanza libero".
Due giri di boa e finalmente un ritorno al blues più autentico:
"In effetti, non è facile trovare spazi in cui suonare questo
tipo di musica - continua Johnny -. Oggi il 90 per cento del mercato è
gestito dalle cover band. Ma noi a un certo punto abbiamo deciso di firmare
il nostro lavoro con composizioni originali: abbiamo sentito l'esigenza
di metterci in gioco. E mi piace vedere che il pubblico ci segue: è
uno stimolo importante".
[articolo di Mara Varoli, Gazzetta di Parma, 3 febbraio 2003]
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